Monte delle Forbici
Monte delle Forbici da Campo Moro: sul balcone panoramico del Bernina
Il Monte delle Forbici (2.912 m) è una delle cime più panoramiche dell’alta Valmalenco e rappresenta un punto di osservazione privilegiato sul gruppo del Bernina. Pur sfiorando i 3.000 metri, la salita non presenta particolari difficoltà tecniche e permette di raggiungere un ambiente di vera alta montagna attraversando boschi di larici, pascoli, pietraie e ampie conche glaciali.
L’itinerario classico ha inizio dalla Diga di Campo Moro e segue inizialmente il percorso per il Rifugio Carate e il Rifugio Marinelli. Superata la parte boschiva, si entra nel grande vallone ai piedi del Sasso Moro e si raggiunge il Rifugio Carate (2.636 m), dal quale parte l’ultima salita verso la croce del Monte delle Forbici. Dalla cima il panorama si apre improvvisamente sul Bernina, Pizzo Palù, Pizzo Zupò, Pizzo Argient, Monte Disgrazia e Pizzo Scalino, con una delle visuali più complete dell’intera Valmalenco.
NB. La mia escursione si è però svolta nell’estate 2026, con la strada tra Tornadri, Franscia e Campo Moro interrotta a seguito della frana del novembre 2025. Per raggiungere Campo Moro ho quindi utilizzato il servizio navetta predisposto per l’accesso alla zona, mentre al ritorno ho scelto di scendere completamente a piedi passando dall’Alpe Musella fino a Lanzada, evitando così le attese per le navette. Quando la strada tornerà normalmente percorribile, il giro può invece iniziare e terminare direttamente a Campo Moro.
Dettagli escursione
Zona: Valmalenco
Difficoltà: Escursionisti (E)
Durata: 8h A/R
Distanza: 20 km circa
Dislivello +: 1.100 m circa
Quota partenza: 1.200 m
Quota arrivo: 2.912 m circa
Data escursione: 14/08/2026
Arrivo al parcheggio
Normalmente Campo Moro si raggiunge da Sondrio risalendo la Valmalenco fino a Lanzada, proseguendo quindi verso Franscia e lungo la strada di montagna che conduce ai bacini artificiali di Campo Moro e Alpe Gera.
Nel 2026, però, questo accesso è stato modificato dalla frana verificatasi nel novembre 2025. La strada comunale tra il fondovalle, Franscia e Campo Moro è rimasta chiusa durante l’estate e per consentire agli escursionisti di raggiungere comunque i rifugi e i sentieri dell’alta valle è stato organizzato uno specifico servizio di navette. Il sistema prevedeva di raggiungere la zona di Tornadri, lasciare l’auto negli spazi predisposti e proseguire verso il punto di partenza dello shuttle.
La situazione è tuttora soggetta ai lavori di messa in sicurezza: a settembre 2026 il Comune di Lanzada ha disposto ulteriori chiusure temporanee della Tornadri-Franscia per interventi conseguenti alla stessa frana. Prima di organizzare l’escursione è quindi indispensabile verificare la viabilità aggiornata.
Controllare aggiornamenti ed orari delle navette sul sito del Rifugio Zoia, punto di arrivo e partenza delle navette: https://www.rifugiozoia.it/dove_rifugio_zoia_valmalenco.html
Dalla Diga di Campo Moro al Rifugio Carate
Raggiunta Campo Moro, si scende verso la diga e si percorre l’intero coronamento fino alla casa del custode. Dal lato opposto si perde inizialmente qualche decina di metri di quota, raggiungendo la base dello sbarramento e le indicazioni per i Rifugi Carate e Marinelli.
Da qui il sentiero comincia subito a risalire la bastionata rocciosa. Questo primo tratto è abbastanza ripido e presenta alcuni brevi passaggi protetti da cavi e corrimano metallici, ma non comporta particolari difficoltà.
Superato il salto iniziale, il percorso entra in un bel bosco di larici e continua con un lungo traverso molto più tranquillo. Il Lago di Campo Moro rimane progressivamente alle spalle mentre davanti si apre il grande vallone compreso tra il Monte delle Forbici e il Sasso Moro.
Intorno ai 2.200 metri si incontra anche il collegamento proveniente dall’Alpe Musella, che sarà invece protagonista del percorso utilizzato durante la discesa. Da questo punto la pendenza aumenta nuovamente e il sentiero comincia a risalire una successione di dossi morenici e tornanti verso il Rifugio Carate, questo sentiero viene denominato “Dei sette sospiri”.
L’ultimo tratto è probabilmente il più faticoso della salita: il rifugio rimane visibile più in alto, ma per raggiungerlo bisogna superare una lunga serie di tornanti che guadagnano rapidamente quota.
Si arriva infine al Rifugio Carate (2.636 m), situato pochi metri sotto la Bocchetta delle Forbici e già in posizione eccezionalmente panoramica sul gruppo del Bernina. Da Campo Moro occorrono indicativamente circa due ore e mezza.
Dal Rifugio Carate alla cima del Monte delle Forbici
Nei pressi del Rifugio Carate si abbandona il percorso principale diretto alla Bocchetta delle Forbici e al Rifugio Marinelli e si seguono le indicazioni per il Monte delle Forbici.
La vegetazione è ormai completamente scomparsa e l’ambiente diventa decisamente più severo. Il sentiero risale il versante tra pietraie, rocce e terreno detritico, seguendo i bolli bianchi e rossi che indicano la direzione della cima.
Non ci sono difficoltà tecniche particolari, ma la quota comincia a farsi sentire e il terreno richiede comunque un minimo di attenzione, soprattutto nei tratti più mobili.
Dal rifugio servono indicativamente 40 minuti per raggiungere la sommità. Gli ultimi metri conducono sulla breve dorsale finale e alla grande croce metallica del Monte delle Forbici (2.912 m).
La vetta e il panorama
La cima del Monte delle Forbici è un autentico balcone sul gruppo del Bernina e rappresenta probabilmente il motivo principale per scegliere questa escursione.
Verso nord e nord-est lo sguardo incontra immediatamente alcune delle montagne più importanti del massiccio: il Pizzo Bernina, il Pizzo Zupò, il Pizzo Argient e le tre cime del Pizzo Palù, circondate dai grandi ghiacciai che caratterizzano questo settore dell’alta Valmalenco.
Poco più vicino emergono le Cime di Musella, mentre sul versante opposto si riconosce perfettamente il Sasso Moro, altra cima molto panoramica della zona.
Spostando lo sguardo verso sud-ovest compare invece l’imponente Monte Disgrazia, mentre verso sud-est è facilmente riconoscibile il caratteristico profilo del Pizzo Scalino.
Più in basso si distinguono le valli percorse durante la salita e l’Alpe Musella, dalla quale avverrà il ritorno. La posizione centrale del Monte delle Forbici permette quindi di osservare contemporaneamente buona parte delle montagne più importanti della Valmalenco, nonostante la cima rimanga sotto la soglia dei 3.000 metri.
La discesa: dal Monte delle Forbici all’Alpe Musella
Dalla cima si ripercorre inizialmente lo stesso itinerario della salita fino al Rifugio Carate.
Dal rifugio si ripercorre il sentiero dei Sette Sospiri, al bivio con la palina, anziché rientrare direttamente verso la Diga di Campo Moro, ho scelto di seguire le indicazioni per l’Alpe Musella, imboccando il collegamento che scende verso il fondovalle.
Il sentiero perde rapidamente quota lasciandosi alle spalle l’ambiente roccioso della parte alta. Con il diminuire dell’altitudine ricompaiono progressivamente i pascoli e successivamente i larici, fino a raggiungere la bellissima conca dell’Alpe Musella, situata poco sopra i 2.000 metri.
Qui il paesaggio cambia completamente: dopo le pietraie e le grandi montagne della zona del Carate si torna in un ambiente molto più verde, caratterizzato da prati, baite e boschi, ponticelli e ruscelli.
L’Alpe Musella è collegata normalmente a Campo Moro con un facile sentiero di circa un’ora, ma rappresenta anche uno dei punti attraversati dall’antica mulattiera che collegava Lanzada con i rifugi dell’alta Valmalenco.
Dall’Alpe Musella a Lanzada
A causa della chiusura della strada e soprattutto per evitare le possibili attese delle navette a Campo Moro, ho scelto di continuare la discesa interamente a piedi fino a Lanzada.
Dall’Alpe Musella si continua quindi lungo il percorso che perde quota attraverso la parte bassa della valle, passando progressivamente dai grandi pascoli dell’alta montagna ai boschi che circondano Franscia e Tornadri.
È una discesa decisamente lunga e aggiunge parecchi chilometri all’escursione, soprattutto dopo essere già saliti quasi a 3.000 metri, ma permette di trasformare il rientro obbligato dalla chiusura stradale in una vera traversata dell’alta Valmalenco.
Man mano che si scende l’ambiente cambia completamente: le grandi cime del Bernina rimangono sempre più lontane alle proprie spalle e il percorso rientra gradualmente tra boschi, alpeggi e nuclei abitati fino a raggiungere nuovamente Lanzada, dove si conclude l’escursione.
Questo tratto non fa parte dell’itinerario abituale per il Monte delle Forbici: è stata una scelta legata alla particolare situazione della viabilità del 2026 e alla volontà di evitare le code per il rientro con le navette (col senno di poi, avrei fatto volentieri però la coda alle navette).
Informazioni utili
- Difficoltà: il percorso da Campo Moro alla cima è classificato E. Non presenta difficoltà tecniche rilevanti, ma raggiunge quasi 3.000 metri e presenta terreno detritico nella parte superiore.
- Alpe Musella: l’alpe si trova a circa 2.000 metri ed è normalmente raggiungibile da Campo Moro in circa un’ora. È uno dei luoghi più belli della parte bassa del percorso e costituisce anche un collegamento naturale verso il fondovalle.
- Punti di ristoro: il principale punto di appoggio durante la salita è il Rifugio Carate, normalmente aperto da giugno a settembre. Nella zona dell’Alpe Musella sono presenti altre strutture, ma aperture e servizi vanno verificati preventivamente.
- Acqua: vista la quota e la lunga esposizione al sole della parte superiore, è consigliabile partire con una buona scorta d’acqua senza fare affidamento sui corsi d’acqua incontrati lungo il percorso. Il Rifugio Carate rappresenta il principale punto di appoggio.
Traccia GPX
Max elevation: 2880 m
Min elevation: 1197 m
Total time: 09:46:32
Galleria fotografica
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