Ghiacciaio Fellaria
Ghiacciaio Fellaria dalla Diga di Alpe Gera: Rifugio Bignami e Sentiero Glaciologico Luigi Marson
Il Ghiacciaio Fellaria, nel cuore dell’alta Valmalenco, è uno degli ambienti glaciali più spettacolari raggiungibili con un’escursione giornaliera in Lombardia. Ai piedi della sua lingua orientale si è formato negli ultimi anni un grande lago glaciale, nel quale non è raro osservare blocchi di ghiaccio galleggiare sull’acqua, creando uno scenario che ha ben poco da invidiare a paesaggi decisamente più lontani dalle nostre Alpi.
L’escursione parte dalla Diga di Alpe Gera, raggiunge il panoramico Rifugio Bignami e prosegue lungo il Sentiero Glaciologico Luigi Marson, seguendo il Percorso C fino alla fronte del Fellaria Orientale. Durante la salita il paesaggio cambia continuamente: dal grande bacino artificiale di Alpe Gera si passa ai pascoli dell’Alpe Fellaria, per entrare infine in un ambiente quasi completamente minerale, modellato nei secoli dal movimento e dal progressivo arretramento del ghiacciaio.
Nonostante non presenti particolari difficoltà tecniche in condizioni estive, è un itinerario da non sottovalutare per la lunghezza, la quota e il terreno roccioso della parte finale. Il vero protagonista della giornata rimane però il paesaggio: arrivare davanti al lago glaciale e osservare il Fellaria da così vicino è uno degli spettacoli più particolari che si possano incontrare sulle montagne della Valtellina.
Dettagli escursione
Zona: Valmalenco
Difficoltà: Escursionisti (E)
Durata: 5-6h A/R
Distanza: 14 km circa
Dislivello +: 1.000 m circa
Quota partenza: 2.000 m
Quota arrivo: 2.600 m circa
Data escursione: 12/07/2025
Arrivo al parcheggio
Il punto di partenza si trova alla Diga di Alpe Gera, nel comune di Lanzada, alla testata della Valmalenco.
Da Sondrio si seguono le indicazioni per Chiesa in Valmalenco e successivamente per Lanzada e Campo Moro. Superata la località di Franscia, la strada continua a guadagnare quota con diversi tornanti e alcuni tratti stretti fino a raggiungere prima il bacino di Campo Moro e successivamente quello di Alpe Gera.
L’auto può essere lasciata nell’ampia area di parcheggio a pagamento, situata sotto la diga, a circa 2.000 metri di quota. Da qui lo sbarramento appare subito in tutta la sua imponenza e bisogna raggiungerne la sommità prima di iniziare il vero sentiero verso il Rifugio Bignami.
La strada di accesso all’alta Valmalenco può essere soggetta a limitazioni o chiusure durante la stagione fredda; è quindi sempre consigliabile verificarne le condizioni prima della partenza.
AGGIORNAMENTO 2026: Data la frana che ha colpito la strada tra Lanzada e Franscia, bisogna parcheggiare l’auto negli appositi parcheggi a Lanzada e seguire le indicazioni per raggiungere il punto di partenza delle navette che portano a Campo Moro raggiungibile in circa 30 min di sentiero carrabile molto ripido.
Controllare aggiornamenti ed orari delle navette sul sito del Rifugio Zoia, punto di arrivo e partenza delle navette: https://www.rifugiozoia.it/dove_rifugio_zoia_valmalenco.html
Dalla Diga di Alpe Gera al Rifugio Bignami
Dal parcheggio si risale verso la base della Diga di Alpe Gera e si raggiunge il camminamento che permette di arrivare sulla sommità dello sbarramento.
Una volta in cima si attraversa l’intera diga, con una bella visuale sul grande lago artificiale e sulle montagne che circondano la testata della valle. Giunti sul lato opposto si imbocca il sentiero che corre lungo il versante occidentale del bacino in direzione del Rifugio Bignami.
La traccia procede inizialmente quasi parallela al lago, alternando brevi salite a tratti più comodi. Il panorama rimane sempre molto aperto e, guadagnando quota, la diga si allontana progressivamente alle proprie spalle mentre davanti cominciano a comparire i ghiacciai del gruppo del Bernina.
Nella parte finale il sentiero sale con maggiore decisione attraverso pascoli e zone rocciose fino a raggiungere il dosso sul quale sorge il Rifugio Roberto Bignami, posto a circa 2.400 metri.
La posizione del rifugio è già di per sé spettacolare: davanti si apre l’ampia conca di Fellaria e, alle sue spalle, compaiono le grandi montagne dell’alta Valmalenco, tra cui il Pizzo Palù, il Pizzo Zupò e le altre cime del massiccio del Bernina.
Dall'Alpe Fellaria al Sentiero Glaciologico Luigi Marson
Superato il rifugio si continua in direzione dell’Alpe Fellaria, raggiungibile in pochi minuti.
Da qui ha inizio il Sentiero Glaciologico Luigi Marson, un percorso realizzato per raccontare direttamente sul terreno l’evoluzione del Ghiacciaio Fellaria e gli effetti del suo arretramento.
La prima parte segue brevemente il tracciato dell’Alta Via della Valmalenco. Dopo aver attraversato alcuni corsi d’acqua su ponticelli si incontrano i primi pannelli informativi e i caratteristici segnavia blu che accompagneranno il resto dell’escursione.
Il sentiero glaciologico si divide successivamente in tre itinerari, indicati con le lettere A, B e C. Per raggiungere il lago davanti alla lingua orientale del ghiacciaio bisogna seguire il Percorso C.
Da questo momento l’ambiente cambia rapidamente. I pascoli lasciano spazio a rocce levigate, massi erratici e morene, testimonianze evidenti del passaggio del ghiaccio. Osservando il terreno si può quasi leggere la storia recente della valle, con aree oggi completamente libere che fino a pochi decenni fa erano ancora occupate dal ghiacciaio.
Il Percorso C fino al Ghiacciaio Fellaria
Seguendo il Percorso C, si continua verso la parte orientale della conca.
Il sentiero alterna tratti relativamente pianeggianti a brevi salite più decise, attraversando un terreno quasi interamente roccioso. Lungo il percorso si incontrano piccoli torrenti alimentati dalla fusione della neve e del ghiaccio, rocce montonate e diversi punti dai quali è possibile osservare l’imponente serraccata sospesa più in alto sulla montagna.
In un breve tratto il percorso è facilitato dalla presenza di attrezzature metalliche, ma non assume mai le caratteristiche di una via ferrata. Con terreno asciutto non presenta particolari difficoltà per un escursionista abituato a camminare in montagna.
Man mano che si procede il paesaggio diventa sempre più spoglio e la presenza del ghiacciaio comincia a farsi evidente. Superati gli ultimi dossi morenici compare infine il lago glaciale del Fellaria Orientale, adagiato direttamente sotto ciò che rimane della lingua inferiore del ghiacciaio.
L’arrivo è particolarmente scenografico perché il lago rimane nascosto fino agli ultimi metri: superato il dosso, l’intero anfiteatro glaciale appare improvvisamente davanti agli occhi.
Il Ghiacciaio Fellaria e il lago glaciale
Il punto di arrivo del Percorso C offre una visuale privilegiata sul Fellaria Orientale e sul grande lago formatosi ai suoi piedi.
Il colore lattiginoso dell’acqua, le rocce scure e le tonalità azzurre del ghiaccio creano uno scenario insolito per le nostre montagne. Nei periodi in cui il ghiacciaio è particolarmente attivo è possibile osservare blocchi di ghiaccio galleggiare sulla superficie del lago, staccatisi dalla fronte glaciale.
Il paesaggio è però anche una testimonianza molto evidente delle trasformazioni avvenute negli ultimi decenni. Dove oggi si trova il lago, in passato arrivava direttamente la lingua del ghiacciaio: il rapido arretramento del Fellaria ha progressivamente lasciato spazio all’acqua e alle grandi superfici rocciose oggi visibili intorno alla conca.
Alzando lo sguardo verso la testata della valle si osservano inoltre alcune delle cime più importanti del gruppo del Bernina, tra cui il Pizzo Palù, il Pizzo Zupò e il Pizzo Argient, circondate da ciò che rimane delle grandi masse glaciali di questo settore.
La discesa e il ritorno alla Diga di Alpe Gera
Per il rientro si percorre lo stesso itinerario dell’andata.
Dal lago glaciale si torna quindi lungo il Percorso C, seguendo nuovamente i bolli blu attraverso le morene e le rocce levigate fino a raggiungere l’Alpe Fellaria.
Da qui si ritorna al Rifugio Bignami, ottimo punto per una sosta prima dell’ultima parte della discesa.
Lasciato il rifugio, si riprende il sentiero che costeggia dall’alto il Lago di Alpe Gera. La discesa permette di osservare da una prospettiva diversa il grande bacino artificiale e le montagne attraversate durante la giornata.
Una volta raggiunta nuovamente la diga la si attraversa per intero e si scende infine verso il parcheggio, concludendo l’escursione nello stesso punto dal quale era iniziata.
Informazioni utili
- Difficoltà: l’itinerario è classificato E e non presenta particolari difficoltà tecniche in condizioni estive. Il Percorso C attraversa però terreno roccioso e morenico e comprende un breve facile tratto attrezzato.
- Sentiero Glaciologico: dal Rifugio Bignami partono tre percorsi, A, B e C. L’itinerario qui descritto segue il Percorso C, diretto al lago glaciale del Fellaria Orientale.
- Sicurezza al ghiacciaio: non bisogna avvicinarsi alla fronte glaciale né sostare sulle rive immediatamente sottostanti. Il distacco di blocchi di ghiaccio può generare improvvise onde nel lago anche senza segnali evidenti.
- Acqua: lungo il percorso sono presenti numerosi corsi d’acqua, ma non è consigliabile considerarli automaticamente potabili. Il Rifugio Bignami rappresenta il principale punto di appoggio.
- Punti di ristoro: il Rifugio Bignami si trova lungo il percorso e offre servizio di ristorazione durante il periodo di apertura. È sempre consigliabile verificare preventivamente giorni e orari.
- Affollamento: il Ghiacciaio Fellaria è diventato negli ultimi anni una meta molto frequentata. Per godersi maggiormente il percorso, soprattutto nei fine settimana estivi, è consigliabile partire presto.
Traccia GPX
Max elevation: 2586 m
Min elevation: 2007 m
Total time: 06:30:29
Galleria fotografica
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