Sasso Canale
Sasso Canale da San Bartolomeo: la cima solitaria dell'Alto Lario
Il Sasso Canale (2.411 m) è una delle vette più affascinanti e selvagge dell’Alto Lago di Como: una montagna dal carattere solitario, poco frequentata rispetto ad altre cime della zona, che ripaga la salita con un panorama a 360° che spazia dal Lario alla Valchiavenna, fino alla bassa Valtellina e alla catena della Mesolcina. L’itinerario proposto parte dalla Chiesa di San Bartolomeo, sopra Sorico, e attraversa gli alpeggi di Alpe Pescedo e Alpe di Mezzo, il caratteristico muro a secco del Terminone e l’anticima del Sasso Bianco, prima di raggiungere, lungo un’aerea cresta finale, la vetta del Sasso Canale. Un’escursione impegnativa, ma di grande soddisfazione, adatta a chi ha già esperienza su sentieri ripidi e tratti rocciosi esposti.
Dettagli escursione
Zona: Alto Lario
Difficoltà: Escursionisti Esperti (EE)
Durata: 8 h circa A/R
Distanza: 12 km circa
Dislivello: 1.200 m circa
Quota partenza: 1.204 m
Quota arrivo: 2.411 m
Arrivo al parcheggio
Il punto di partenza è la Chiesa di San Bartolomeo, sopra l’abitato di Sorico (CO), all’estremità settentrionale del Lago di Como. Si raggiunge percorrendo la SS340 Regina fino a Gera Lario, da dove si segue la strada per Montemezzo; dopo circa 3 km si devia a destra per Bugiallo e, superato il paese, si prosegue fino a San Bartolomeo (circa 11,5 km da Gera Lario).
La salita (prima parte): nel bosco fino agli alpeggi
Dal parcheggio si imbocca il sentiero sul retro della chiesa, seguendo le indicazioni per il Sasso Canale e i segnavia dell’Alta Via dei Monti Lariani. Il tracciato si addentra in un bel bosco misto di faggi, abeti e querce, con un breve tratto più ripido nella parte iniziale, per poi intersecare una strada sterrata che va seguita a lungo fino a un bivio: qui si prosegue a sinistra, sempre seguendo i segnavia. Usciti dal bosco, il sentiero raggiunge nuovamente la sterrata e conduce ai vasti pascoli dell’Alpe Pescedo (1.560 m circa), visibile sulla destra. Proseguendo dritto si sale per il Monte Berlinghera, per il Sasso Canale, si tiene invece la sinistra in direzione dell’Alpe di Mezzo (1.536 m), attraversando un torrente prima di raggiungere le baite dell’alpeggio.
La salita (seconda parte): il Terminone e la Bocchetta
Superata l’Alpe di Mezzo, il sentiero si fa più ripido alle spalle delle baite, risalendo il dosso sopra l’alpeggio con alcuni tornanti tra i pascoli. Si prosegue quindi con un lungo traverso sul fianco sud della montagna, costeggiando il Terminone: un lunghissimo muro a secco che un tempo delimitava il pascolo privato dell’Alpe di Mezzo da quelli comuni di Montemezzo, e che oggi rappresenta uno dei tratti più caratteristici e panoramici di tutta l’escursione, con vista che spazia sul Lago di Como e sulla Val Chiavenna. Seguendo il muretto si raggiunge dapprima il “Bivacco del cagnolino Rocco”, un altarino di pietra e successivamente una sella a circa 1.854 m, punto di incontro con il sentiero che scende alla Bocchetta di Chiaro (ove posta l’altalena gigante del Monte Berlinghera).
La salita (terza parte): Sasso Bianco e Sasso Canale
Dalla sella il percorso continua su un facile tratto roccioso, poi risale in diagonale verso destra un pendio di sfasciumi che conduce a un ripido canalino. Superato questo passaggio, più impegnativo e su terreno instabile, si sbuca a pochi passi dall’anticima del Sasso Bianco (2.397 m), riconoscibile per la presenza di una sorta di antenna/ripetitore. Proseguendo, a pochi metri, si trova un omone di pietra che segnala la cima del Sasso Bianco. Il tratto finale, dal Sasso Bianco al Sasso Canale, si sviluppa lungo il filo di una cresta abbastanza esposta ma breve: qualche passaggio tra roccette porta infine alla vetta, segnalata da un grande ometto di pietra.
La vetta e il panorama
Dalla cima del Sasso Canale (2.411 m) il panorama è tra i più ampi ed emozionanti dell’Alto Lario. Verso sud lo sguardo incrocia sulla sinistra l’imponente Monte Legnone e il Grignone poco più inditro, scendendo fino allo specchio del Lago di Como, con la testata del lago e la biforcazione dei due rami con Bellagio al centro.
Verso nord ovest si possono osservare il Pizzo Ledù, Pizzo Rabbi, Pizzo Cavregasco e Monte Duria, a nord la vista si apre sulla Valchiavenna, mentre a nord-est la cima domina la bassa Valtellina, con lo sfondo delle Alpi Retiche.
Nelle giornate più limpide, verso nord, si distingue anche la catena della Mesolcina, a conferma della posizione strategica di questa vetta, che segna il confine naturale tra tre valli diverse.
La discesa
Per il rientro si ripercorre lo stesso itinerario dell’andata: dalla vetta si ridiscende la cresta esposta fino al Sasso Bianco, si supera nuovamente il canale di sfasciumi fino alla sella del Terminone e, seguendo il lungo traverso panoramico, si ritorna all’Alpe di Mezzo. Da qui, ripassando per l’Alpe Pescedo e il bosco iniziale, si rientra al parcheggio della Chiesa di San Bartolomeo.
Informazioni utili
Acqua e Ristoro: sono presenti fontane sul sentiero, subito dopo il cartello Alpe Pescedo e all’Alpe di Mezzo. Nel tratto finale, dagli alpeggi alla vetta, non ci sono fonti: è consigliabile fare rifornimento prima di lasciare gli alpeggi.
Difficoltà: il percorso richiede buona abitudine a camminare su sentieri ripidi e sconnessi per diverse ore. Il tratto finale, dal canale sotto il Sasso Bianco alla vetta, presenta roccette e una cresta con lieve esposizione: sconsigliato in presenza di neve residua o in caso di maltempo, e da evitare per chi non ha esperienza su terreno impervio.
- Punti di ristoro: lungo il percorso non ci sono rifugi o punti di ristoro; poco sotto la chiesa di San Bartolomeo, al termine dell’escursione, è disponibile un punto di ristoro dove fermarsi.
Traccia GPX
Max elevation: 2400 m
Min elevation: 1206 m
Total time: 08:32:52
Galleria fotografica
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