Pizzo dei Tre Signori - Anello dei 4 laghi
Giro ad anello da Pescegallo tra Lago di Trona, Lago dell'Inferno, Lago Rotondo e Lago Zancone
Il Pizzo dei Tre Signori (2.554 m) è una delle montagne simbolo delle Orobie e la cima più elevata della Val Gerola. Raggiungerlo da Pescegallo è già di per sé una splendida escursione, ma è possibile trasformare la salita in un lungo e spettacolare giro ad anello che permette di attraversare alcuni degli ambienti più belli dell’alta valle e di toccare, uno dopo l’altro, ben quattro laghi alpini.
L’itinerario parte da Pescegallo e raggiunge inizialmente il Lago di Trona e il Lago dell’Inferno, prima di salire fino alla vetta del Pizzo dei Tre Signori. Il rientro avviene invece sul versante opposto, passando dalla Bocchetta d’Inferno e dal Passo del Paradisino per raggiungere il Lago Rotondo, probabilmente il più selvaggio dell’intero giro, e successivamente il Lago Zancone, prima di ricongiungersi al percorso dell’andata e tornare a Pescegallo.
È un’escursione lunga, con parecchio dislivello e alcuni tratti ripidi su terreno instabile, ma estremamente varia e panoramica.
NB. Avendola percorsa in questo senso, consiglierei però di affrontare l’anello al contrario: la ripidissima discesa dal Passo del Paradisino verso il Lago Rotondo è decisamente più gradevole e sicura da percorrere in salita.
Dettagli escursione
Zona: Alpi Orobie
Difficoltà: Escursionisti Esperti (EE)
Durata: 8h 30 min – 9h 30 min circa A/R
Distanza: 18,5 km circa
Dislivello +: 1.500 m circa
Quota partenza: 1.450 m
Quota arrivo: 2.554 m
Data escursione: 28/06/2025
Arrivo al parcheggio
Il punto di partenza è Pescegallo, piccola località turistica situata alla testata della Val Gerola.
Da Morbegno si seguono le indicazioni per la Val Gerola, risalendo la strada provinciale attraverso i vari paesi della valle fino a superare Gerola Alta. Si continua quindi fino al termine della strada, dove si raggiunge Pescegallo e l’ampio parcheggio situato nei pressi degli impianti di risalita, a circa 1.470 metri di quota.
Dal parcheggio ci si dirige verso la partenza della seggiovia e si individuano le indicazioni per il Lago di Trona, prima meta della giornata.
Da Pescegallo al Lago di Trona
Lasciato il parcheggio, si segue il sentiero in direzione Lago di Trona, entrando quasi subito nel bosco.
La salita iniziale permette di guadagnare quota con buona pendenza, alternando tratti più ripidi ad altri più tranquilli. Superata la fascia boschiva, il panorama comincia ad aprirsi e il percorso attraversa ampi pendii sotto il Pizzo del Mezzodì, offrendo belle vedute sulla parte alta della Val Gerola.
Dopo la prima salita il tracciato diventa molto più piacevole e procede a lungo con pendenze moderate, fino ad affacciarsi improvvisamente sulla Valle di Trona.
Da qui si perde leggermente quota e compare finalmente il grande Lago di Trona (1.805 m), racchiuso tra le montagne e chiuso sul lato settentrionale dalla sua imponente diga.
Il contrasto tra il colore dell’acqua, le pareti rocciose circostanti e il profilo appuntito del Pizzo di Trona rende questo uno dei punti più scenografici dell’intera escursione.
Dal Lago di Trona al Lago dell'Inferno
Raggiunta la diga, la si attraversa sul camminamento per portarsi sul versante opposto.
Da qui si abbandona momentaneamente il terreno più semplice della prima parte e si affronta una salita decisamente più ripida in direzione del Lago dell’Inferno. Il sentiero prende quota tra rocce e pietraie ai piedi del Pizzo di Trona, attraversando un ambiente che diventa progressivamente più severo.
Dopo circa 250 metri di dislivello dal Lago di Trona si raggiunge la diga del Lago dell’Inferno, situato poco sopra i 2.000 metri.
Il nome potrebbe far pensare a un luogo poco invitante, ma il panorama racconta tutt’altro: il lago è incastonato in una conca rocciosa dominata dal Pizzo di Trona, dal Pizzo Varrone e dallo stesso Pizzo dei Tre Signori. Poco distante si trova anche il Rifugio FALC, unico vero punto di appoggio nella parte alta del giro.
Da qui la vetta del Pizzo dei Tre Signori è ormai ben visibile, anche se per raggiungerla rimane ancora una parte consistente della salita.
Bocchetta di Piazzocco e vetta del Pizzo dei Tre Signori
Superato il Lago dell’Inferno, si continua in direzione della Bocchetta del Varrone, poco distante dal Rifugio FALC, e successivamente verso la Bocchetta di Piazzocco (2.252 m).
La salita prosegue su terreno sempre più aperto e roccioso, con il panorama che si allarga progressivamente anche verso il versante lecchese con vista sulle Grigne. Raggiunta la Bocchetta di Piazzocco, il carattere dell’itinerario cambia: il sentiero diventa meno regolare e la traccia verso il Pizzo dei Tre Signori si sviluppa tra sfasciumi, roccette e brevi passaggi in cui può essere necessario aiutarsi con le mani.
Da qui la croce rimane sempre ben visibile, ma sembra non arrivare mai. Si continua seguendo con attenzione segnavia e ometti, guadagnando quota lungo il versante settentrionale della montagna. La pendenza aumenta soprattutto negli ultimi metri, dove il percorso si fa più diretto e alterna tratti su terreno detritico a piccoli gradoni rocciosi.
Le difficoltà tecniche rimangono contenute con terreno asciutto e buona visibilità, ma richiedono comunque passo sicuro e attenzione, soprattutto nei punti più ripidi.
Dopo l’ultimo tratto di salita si raggiunge finalmente la grande croce del Pizzo dei Tre Signori (2.554 m), punto culminante dell’intero giro.
Il nome della montagna deriva dalla sua particolare posizione geografica: in passato la vetta segnava il punto d’incontro tra i territori della Repubblica di Venezia, del Ducato di Milano e della Repubblica delle Tre Leghe, le tre antiche signorie da cui deriva il toponimo.
La vetta e il panorama
La cima del Pizzo dei Tre Signori (2.554 m) offre uno dei panorami più vasti delle Orobie occidentali, grazie alla sua posizione isolata e alla particolare collocazione tra Val Gerola, Valsassina e Val Brembana.
Guardando verso la Val Gerola e la Valtellina, nelle giornate limpide spiccano alcune delle montagne più importanti della zona: il vicino Pizzo di Trona, il Monte Disgrazia e, più lontano, le cime del gruppo del Masino, tra cui Pizzo Badile e Pizzo Cengalo. Sullo sfondo può comparire anche il gruppo del Bernina.
Sul versante opposto lo sguardo raggiunge invece alcune delle montagne simbolo delle Prealpi lecchesi: il Monte Legnone, le Grigne e il Resegone, oltre alla Valsassina che si sviluppa direttamente ai piedi della montagna.
Particolarmente bella è anche la vista dall’alto sul Lago dell’Inferno, dominato dal profilo roccioso del Pizzo di Trona e circondato dalle cime dell’alta Val Gerola.
Quando la visibilità è eccezionale, il panorama si spinge molto più lontano lungo l’arco alpino, arrivando fino al Monte Rosa e al Cervino.
Sulla cima, accanto alla grande croce, è presente anche una tavola panoramica che permette di individuare molte delle montagne visibili all’orizzonte.
La discesa: dalla vetta alla Bocchetta d'Inferno
Si scende inizialmente lungo il percorso sommitale fino a raggiungere la zona della Bocchetta alta di Foppagrande, da dove si abbandona la via utilizzata durante la salita e si segue la traccia che scende verso la Bocchetta d’Inferno (2.306 m).
Il terreno è prevalentemente roccioso e detritico, con diversi tratti su sfasciumi che richiedono attenzione, soprattutto in discesa.
Raggiunta la Bocchetta d’Inferno ci si trova esattamente sullo spartiacque tra la Val Gerola e la bergamasca Valle d’Inferno. Da qui, anziché scendere direttamente verso il Lago dell’Inferno, si continua seguendo la traccia che risale sul versante opposto.
C’è infatti ancora un ultimo ostacolo da superare prima di poter iniziare la lunga discesa verso Pescegallo.
Il Passo del Paradisino e il Lago Rotondo
Dalla Bocchetta d’Inferno si ricomincia a salire.
La traccia affronta un ripido pendio composto da erba, roccette e sfasciumi e conduce alla Bocchetta del Paradisino, posta a circa 2.450 metri.
È uno degli ultimi sforzi importanti della giornata, ma una volta raggiunto il valico il panorama cambia completamente.
Sul versante opposto compare infatti il Lago Rotondo (2.254 m), nascosto all’interno di una conca ai piedi delle pareti del Pizzo di Trona.
Per raggiungerlo bisogna però affrontare uno dei tratti più delicati dell’intero giro.
La traccia perde quota molto rapidamente attraverso un canale ripido e detritico, dove il terreno è spesso mobile e bisogna prestare particolare attenzione a ogni passo. Non ci sono particolari difficoltà alpinistiche, ma la forte pendenza e gli sfasciumi rendono la discesa faticosa e poco piacevole, soprattutto dopo diverse ore di cammino.
Terminato il tratto più ripido si raggiungono finalmente le rive del Lago Rotondo, probabilmente il più appartato e selvaggio dei quattro laghi incontrati durante la giornata.
Racchiuso quasi completamente dalle montagne e dominato dal Pizzo di Trona, regala uno scenario molto diverso dai grandi bacini artificiali di Trona e Inferno.
Verso il Lago Zancone e ritorno a Pescegallo
Raggiunto il Lago Rotondo, il tratto più severo della discesa è ormai alle spalle e il percorso torna progressivamente più semplice. Si lascia la conca rocciosa ai piedi del Pizzo di Trona e si continua a perdere quota lungo la Valle di Trona, passando gradualmente dalle pietraie dell’alta montagna a un ambiente più verde e aperto.
Il sentiero scende con continuità fino a raggiungere il Lago Zancone, quarto e ultimo lago dell’itinerario. Più piccolo e appartato rispetto ai grandi bacini incontrati nella prima parte del giro, rappresenta una piacevole ultima tappa prima del lungo rientro verso Pescegallo.
Dal lago si prosegue seguendo il sentiero che scende nella valle fino a ricongiungersi con il percorso percorso all’andata nella zona sottostante il Lago di Trona. Da qui l’anello è sostanzialmente chiuso e resta soltanto da affrontare il rientro verso Pescegallo, ripercorrendo lo stesso sentiero dell’andata.
Informazioni utili
- Difficoltà: il giro completo è indicato a escursionisti esperti. Oltre alla lunghezza e al dislivello, sono presenti tratti ripidi su pietraia e sfasciumi e alcuni facili passaggi rocciosi nella zona del Pizzo dei Tre Signori.
- Senso di percorrenza: l’itinerario qui descritto è stato percorso in senso Pescegallo → Lago di Trona → Lago dell’Inferno → Pizzo dei Tre Signori → Lago Rotondo → Lago Zancone. Dopo averlo affrontato in questa direzione, consiglio però di percorrerlo al contrario. Il tratto compreso tra il Lago Rotondo e la Bocchetta del Paradisino è estremamente ripido e su terreno detritico: affrontarlo in salita permette una progressione più controllata e, soprattutto, evita una discesa lunga e scomoda su sfasciumi.
- Acqua: vista la lunghezza dell’itinerario è consigliabile partire con una buona scorta. Non fare affidamento sui laghi o sui corsi d’acqua senza un adeguato sistema di filtraggio.
- Punti di ristoro: il Rifugio FALC (2.120 m) si trova nelle vicinanze del Lago dell’Inferno e rappresenta il principale punto di appoggio nella parte alta dell’escursione. Verificare sempre preventivamente i periodi e gli orari di apertura.
- Possibilità di abbreviare il giro: chi non vuole raggiungere la vetta può percorrere solamente il Giro dei Quattro Laghi, collegando Lago dell’Inferno, Bocchetta d’Inferno, Passo del Paradisino, Lago Rotondo e Lago Zancone prima di rientrare a Pescegallo.
Traccia GPX
Max elevation: 2503 m
Min elevation: 1449 m
Total time: 09:32:30
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