Pizzi di Parlasco
Pizzi di Parlasco da Parlasco: giro ad anello per la Cima di Daas e il Passo di Agueglio
I Pizzi di Parlasco formano una lunga dorsale rocciosa che si innalza sopra l’alta Valsassina, separandola dal versante del Lago di Como. Nonostante le quote relativamente contenute, questo piccolo gruppo montuoso regala un’escursione sorprendentemente varia, alternando boschi, vecchie miniere, creste panoramiche e alcuni passaggi attrezzati.
Il giro parte direttamente dal piccolo borgo di Parlasco e raggiunge la parte alta della dorsale attraverso il Sentiero dei Cavèe. Una volta conquistata la cresta si toccano alcune delle principali elevazioni dei Pizzi, tra cui la Cima di Cavèe, la Cima di Daas (1.509 m) con la sua croce di vetta e il Sasso Mattolino, prima di iniziare la discesa verso il Passo di Agueglio. Da qui un lungo sentiero nel bosco permette di tornare direttamente a Parlasco chiudendo l’anello.
È un percorso particolarmente interessante nelle giornate limpide, quando dalla cresta lo sguardo passa continuamente dalla Valsassina al Lago di Como, con il Grignone, il Monte Legnone e numerose altre cime ben riconoscibili all’orizzonte. Non bisogna però sottovalutare la dorsale: alcuni tratti sono stretti ed esposti e lungo il percorso si incontrano brevi sezioni attrezzate.
Dettagli escursione
Zona: Valsassina
Difficoltà: Escursionisti Esperti (EE)
Durata: 5.30 h circa
Distanza: 9 km circa
Dislivello: 900 m circa
Quota partenza: 680 m
Quota arrivo: 1.509 m
Arrivo al parcheggio
Il punto di partenza è il paese di Parlasco, situato nell’alta Valsassina poco sopra Cortenova.
Arrivando da Lecco si risale la Valsassina in direzione Taceno e, una volta raggiunta Cortenova, si seguono le indicazioni per Parlasco. Entrati nel piccolo abitato è possibile lasciare l’auto nei pressi della Chiesa di Sant’Antonio Abate, dalla quale ha inizio l’escursione.
Parlasco merita già da solo qualche minuto di attenzione: è conosciuto come il “borgo dipinto” per i murales che decorano le case del centro storico e raccontano la leggenda di Lasco, il celebre bandito della Valsassina. Una visita tra le vie del paese può essere tranquillamente lasciata alla fine dell’escursione, quando si ritornerà praticamente nello stesso punto di partenza.
Da Parlasco alla Porta di Parlasco
Dal parcheggio si percorrono pochi metri in direzione del centro del paese fino a individuare le indicazioni del Sentiero n. 1 – Pizzi di Parlasco, conosciuto anche come Sentiero dei Cavèe.
La traccia sale inizialmente tra prati e vegetazione, raggiunge una pista tagliafuoco e successivamente entra nel bosco. Da questo momento la pendenza aumenta sensibilmente e il sentiero comincia a guadagnare quota con numerosi tornanti.
La salita si svolge prevalentemente all’ombra, all’interno di una bella faggeta, ma non è affatto monotona. Durante il percorso si attraversano alcuni piccoli canali e si incontrano i resti delle antiche miniere di manganese, con diversi ingressi scavati direttamente nella montagna.
Superata la zona delle miniere, il bosco diventa progressivamente meno fitto e cominciano ad apparire le pareti rocciose dei Pizzi. Continuando lungo il sentiero si raggiunge infine la Bocchetta di Cavèe, o Porta di Parlasco, importante punto di passaggio che introduce alla parte più spettacolare dell’itinerario.
Da qui il panorama cambia completamente. Sul lato della Valsassina si domina la valle sottostante, mentre dalla parte opposta compaiono Esino Lario, il Grignone e alcuni scorci del Lago di Como. È anche il punto nel quale termina la lunga salita nel bosco e comincia il vero percorso di cresta.
La cresta fino alla Cima di Dasio
Dalla Porta di Parlasco si svolta lungo la dorsale e si comincia a percorrere la parte alta dei Pizzi di Parlasco.
L’ambiente diventa immediatamente più aperto e panoramico. Il sentiero alterna brevi salite, piccoli avvallamenti e tratti quasi pianeggianti, mantenendosi spesso molto vicino al filo della cresta. Il versante rivolto verso la Valsassina precipita in diversi punti con pareti rocciose decisamente più severe di quanto ci si aspetterebbe osservando queste montagne dal fondovalle.
Si raggiunge dapprima la Cima di Cavèe (1.501 m) e si prosegue quindi lungo la dorsale verso la cima principale. Alcuni tratti richiedono attenzione per l’esposizione e per la strettezza della traccia, soprattutto con terreno bagnato.
Davanti compare presto la croce della Cima di Daas o Dasio, punto più elevato dell’intero gruppo. Una breve deviazione su terreno decisamente ripido permette di abbandonare momentaneamente il sentiero di cresta e raggiungere la vetta a 1.509 metri.
Nonostante la quota modesta, la sensazione è quella di trovarsi su una montagna molto più alta: la cresta stretta, le pareti rocciose del versante settentrionale e la visuale completamente libera sulla valle rendono questo punto uno dei più belli dell’escursione.
La vetta e il panorama
La Cima di Daas (1.509 m) è il punto culminante dei Pizzi di Parlasco e offre un panorama sorprendentemente ampio.
Verso nord si riconoscono il Monte Legnone, il Legnoncino e la zona dell’Alpe Giumello, mentre spostando lo sguardo verso nord-est compare il Pizzo dei Tre Signori. A sud-est domina invece la mole del Grignone.
Sul versante occidentale compare invece il Lago di Como, incastonato tra le montagne, mentre più a sud si distinguono le propaggini della Brianza. La particolare posizione della dorsale permette quindi di osservare contemporaneamente ambienti completamente diversi: il lago da una parte e l’intera Valsassina dall’altra.
È proprio questo contrasto a rendere i Pizzi di Parlasco così interessanti: una cima poco superiore ai 1.500 metri capace di offrire una visuale normalmente associata a montagne ben più elevate.
La discesa: dalla Cima di Daas al Passo di Agueglio e ritorno a Parlasco
Dalla Cima di Daas si ritorna brevemente sul sentiero principale e si continua lungo la dorsale in direzione del Passo di Agueglio.
La prima parte della discesa rimane ancora molto panoramica e attraversa la zona del Sasso Mattolino (1.508 m), alternando tratti di cresta, brevi sezioni nel bosco e alcuni passaggi più ripidi. È proprio in questo settore che si concentrano le difficoltà maggiori del rientro: in diversi punti sono presenti catene metalliche, utili soprattutto nei tratti più inclinati.
Il percorso non presenta difficoltà da vera via ferrata, ma richiede comunque passo sicuro e attenzione, soprattutto con terreno bagnato. In alcuni punti la traccia rimane esposta e continua a regalare belle vedute verso il Lago di Como, il Grignone e le montagne dell’alta Valsassina.
Terminata la parte più ripida, la pendenza diminuisce progressivamente fino a raggiungere il Passo di Agueglio (1.142 m circa), attraversato dalla strada che collega la Valsassina con Esino Lario.
Da qui il carattere dell’escursione cambia completamente. Si abbandona definitivamente la dorsale e si imbocca il sentiero che scende verso Parlasco, entrando nel bosco. Il rientro prosegue senza particolari difficoltà lungo una traccia ben evidente, perdendo quota in maniera regolare fino a raggiungere nuovamente il paese.
Una volta rientrati a Parlasco, vale la pena concedersi qualche minuto per attraversare il piccolo centro storico e osservare i caratteristici murales del borgo dipinto, prima di tornare al parcheggio e chiudere definitivamente l’anello.
Informazioni utili
Acqua: lungo la parte alta dell’itinerario non sono presenti punti di rifornimento affidabili. È consigliabile partire con una quantità d’acqua sufficiente per l’intero giro.
Difficoltà: l’itinerario è consigliato a escursionisti esperti. La maggior parte del percorso non presenta difficoltà tecniche importanti, ma sulla cresta si incontrano tratti esposti e alcune sezioni attrezzate con cavi, catene e pioli.
Traccia GPX
Max elevation: 1488 m
Min elevation: 672 m
Total time: 05:56:56
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