Ferrata Gruppo Alpini al Corno Medale 2.0
Via Ferrata del Medale, anello con il sentiero attrezzato
Il Corno di Medale (1.029 m) è una montagna che domina la città di Lecco con la sua imponente e strapiombante parete calcarea rivolta a sud. La Ferrata degli Alpini che ne risale la parete è un grande classico dell’alpinismo lecchese, nota per la sua spiccata verticalità e per l’esposizione costante. L’itinerario proposto parte dal rione di Rancio (Via Quarto) e prevede la salita integrale della via ferrata fino alla grande croce di vetta. Per il rientro, l’anello si chiude seguendo le indicazioni per Laorca lungo il ripido sentiero attrezzato che, scendendo in un severo canalone, riporta alla base della parete ed infine al parcheggio.
Dettagli ferrata/escursione
Zona: Prealpi Lecchesi
Difficoltà: Difficile (D)
Durata ferrata: 1h 30′ – 1h 40′ circa
Durata totale: 3h – 3h 30′ circa
Distanza: 5,6 km circa
Dislivello: 600 m circa (di cui quasi 400 m di ferrata)
Quota partenza: 400 m circa
Quota arrivo: 1.029 m
Arrivo al parcheggio
Il punto di partenza è situato nella parte alta della città di Lecco, nel rione di Rancio. Si imposta il navigatore verso Via Quarto. I posti auto in questa zona sono limitati e spesso riservati ai residenti o delimitati da strisce strette. È possibile trovare posteggio lungo la via o negli spiazzi limitrofi, ma è caldamente consigliato arrivare presto, specialmente nei fine settimana.
Avvicinamento
Lasciata l’auto, si imbocca a piedi la continuazione di Via Quarto, una ripida salita asfaltata, che in 10 min circa, porta all’inizio dei sentieri. Si prosegue seguendo le indicazioni e i cartelli per il Medale / Ferrata degli Alpini.
Il sentiero sale fin da subito con una pendenza decisa, inoltrandosi nel bosco e costeggiando le imponenti reti paramassi a protezione della città. Dopo circa 15-20 minuti di cammino abbastanza faticoso e sudando sui ripidi tornantini, si giunge alla base dell’impressionante bastionata rocciosa dove è posta la targa di inizio della ferrata. Qui si indossa l’attrezzatura.
La Ferrata degli Alpini
La via ferrata è possibile dividerla in due segmenti, il primo più difficile per esposizione e verticalità, il secondo, verso la fine, più blando ma sempre panoramico. La salita è in molti punti arrampicabile, in altri decisamente meno e bisognerà risalirla con l’utilizzo esclusivo del cavo. Lungo il percorso sono presenti anche numerosi pioli.
La ferrata svela il suo carattere esigente fin dai primissimi metri. L’attacco è un diedro verticale che richiede da subito un buon impegno fisico, ma che insegna la regola d’oro del Medale: bisogna usare i piedi. La solida roccia calcarea offre infatti numerosi appigli e appoggi naturali; sfruttarli in aderenza è fondamentale per non affaticare eccessivamente le braccia, tirando esclusivamente il cavo d’acciaio.
Superato il primo risalto, l’itinerario entra nel vivo sviluppandosi su una magnifica e continua successione di placche verticali, pilastri esposti e brevi camini. La caratteristica principale di questa ferrata è proprio la continuità dell’impegno: i terrazzini dove poter appoggiare comodamente entrambi i piedi per riposare le braccia sono pochi e vanno sfruttati con intelligenza. A circa metà parete si affronta uno dei passaggi più spettacolari: un aereo traverso verso destra (ottimamente attrezzato) che regala un’incredibile sensazione di vuoto, portando l’escursionista verso una caratteristica nicchia rocciosa, ideale per tirare il fiato e scattare qualche foto.
L’esposizione è un elemento dominante. Per tutta la salita si ha la sensazione fisica di essere letteralmente sospesi nel vuoto: guardando giù, tra le gambe, si vedono i tetti del rione di Rancio, la città di Lecco, il lago e il corso del fiume Adda che si allontana verso la pianura. Nella sezione superiore, dopo aver superato un paio di passaggi leggermente strapiombanti che richiedono un ultimo sforzo di braccia e decisione, le pendenze finalmente si abbattono. La roccia verticale lascia spazio ad una più facile salita, con meno pendenza e meno esposizione e superando la deviazione per il Monte San Martino, in pochi minuti, si giunge all’ampio balcone dove sorge la maestosa croce di vetta del Medale (1.029 m).
Il panorama dalla croce
Raggiunta la croce di vetta, la visuale ripaga ampiamente la verticalità della salita. Ci si trova su un vero e proprio pulpito naturale: verso sud lo sguardo cade a picco su Lecco, seguendo il corso dell’Adda che si immette nei laghi di Garlate e Olginate, con il Monte Barro e i laghi della Brianza a fare da sfondo.
Verso ovest si stagliano i profili del Moregallo, dei Corni di Canzo e del vicino San Martino. Voltandosi invece verso l’interno del gruppo montuoso, la vista è dominata dalla possente mole del Resegone a destra e dal Monte Due Mani a sinistra.
La discesa: il sentiero attrezzato per Laorca
Dalla croce, per il rientro, si intraprende il sentiero che parte proprio alle sue spalle. Giunti ai segnavia, si segue i cartello che indica Laorca. Il sentiero è molto ripido, si snoda tra rocce, terriccio e salti di quota ed è equipaggiato con catene fisse in diversi punti per agevolare e mettere in sicurezza i passaggi più scivolosi. Percorrendo il sentiero e seguendo le indicazioni per “Parete Medale” o “Via Ferrata”, si sbuca esattamente al bivio incrociato durante l’avvicinamento, nei pressi della base della ferrata. Da qui, non resta che percorrere a ritroso il sentiero dell’andata per fare ritorno a Via Quarto (oppure la strada cementata per fare meno fatica).
L’alternativa alla discesa per il sentiero attrezzato, è quella per il “Sentiero impegnativo” 59, seguendo le indicazioni al bivio con Laorca. Questo, anch’esso ripido, andrà successivamente ad incrociare il sentiero che scende dal San Martino.
Informazioni utili
Attrezzatura: Kit da ferrata obbligatorio.
Difficoltà: Non è una ferrata per principianti. L’impegno fisico per le braccia è notevole, così come l’esposizione al vuoto.
Clima e Acqua: La parete è rivolta a Sud-Est ed è un vero e proprio “forno”. In piena estate la salita è caldamente sconsigliata nelle ore centrali per il rischio di colpi di calore. Non ci sono fonti d’acqua lungo l’intero itinerario: portate una scorta abbondante fin dalla partenza.
Traccia GPX
Max elevation: 1014 m
Min elevation: 372 m
Total time: 04:15:04
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