Grigna Meridionale - Cresta Cermenati
Grignetta Invernale: Cresta Cermenati dai Piani Resinelli
La Grigna Meridionale, affettuosamente chiamata Grignetta (2.184 m), è una delle montagne più iconiche del lecchese, famosa per le sue guglie calcaree e l’ambiente dolomitico. L’ascesa invernale lungo la Cresta Cermenati (sentiero n. 7) è la “via normale” di salita, ma non deve essere banalizzata: la neve e il ghiaccio trasformano questo ripido sentiero in un itinerario che richiede attenzione.
La salita, diretta e costante, offre panorami impagabili sul Lago di Como e sulla Brianza fin dai primi metri, culminando con l’arrivo al celebre Bivacco Ferrario, la struttura ottagonale che domina la vetta.
Dettagli escursione
Zona: Prealpi Bergamasche – Gruppo Grigne
Difficoltà: Escursionisti/Escursionisti Esperti (E/EE)
Durata: 4 h circa A/R
Distanza: 7 km circa
Dislivello: 900 m circa
Quota partenza: 1.280 m
Quota arrivo: 2.184 m
Arrivo al parcheggio
Il punto di partenza è la località dei Piani Resinelli (1.280 m). Per chi arriva in auto provenendo dalla SS36 Milano-Lecco, è sufficiente seguire le indicazioni per la Valsassina. Usciti dall’ultimo tunnel del raccordo stradale, alla rotonda di Ballabio si svolta a sinistra; da qui si percorre la strada in salita che, con una serie di tornanti, conduce direttamente all’altopiano dei Resinelli.
I parcheggi ai Resinelli sono a pagamento (strisce blu, tariffa giornaliera) e nei weekend di bel tempo si esauriscono molto rapidamente. Si raccomanda di arrivare presto il mattino per trovare posto comodamente.
Verso il Rifugio Carlo Porta e indicazioni Cresta Cermenati
Lasciata l’auto, ci si incammina in salita su strada asfaltata (Via Carlo Mauri), al bivio svoltare a sinistra e passata la sbarra continuare a salire. La strada asfaltata si trasforma in sterrata e seguendo il sentiero nel bosco si raggiunge in breve il Rifugio Carlo Porta (15 minuti circa dalla partenza). Alle sue spalle, parte ufficialmente il sentiero n. 7 ed imboccando il largo sentiero, si raggiunge dopo altri 10 min circa un incrocio con cartelli CAI. Seguendo l’indicazione Cresta Cermenati, si continua la salita.
La salita lungo la Cresta Cermenati
Superata la palina con i vari segnavia, si esce quasi subito su terreno aperto. Il sentiero n. 7 attacca decisamente la Cresta Cermenati, un ampio costone che sale dritto verso la vetta senza concedere tregua. La salita è costante. Man mano che si guadagna quota, il panorama si apre alle spalle abbracciando i laghi briantei e il Lago di Como, mentre davanti i torrioni che rendono unica questa montagna.
Il sentiero è decisamente ben visibile, fino a metà salita circa, sono presenti varie biforcazioni che però portano comunque allo stesso punto.
Il canalino finale
La parte conclusiva dell’ascesa è la più tecnica. La cresta si restringe e superata l’indicazione sulla sinistra per il sentiero n. 10 Cecilia che arriva dalla Direttissima o che porta al Rifugio Rosalba, si affronta il canalino finale (Canalone Cermenati) che porta in vetta. Prima di intraprendere il canalone, se già non sono stati indossati prima, si consiglia di calzare i ramponi e di utilizzare la piccozza qualora, viste le condizioni, risultasse necessaria. Risalito il canalone, bisogna prestare molta attenzione, quest’ultimo tratto è attrezzato con catene e superato l’intaglio, si sbuca finalmente sulla piccola spianata sommitale.
Vetta e Panorama
Giunti in cima, a 2.184 metri, si viene accolti dalla croce metallica e dal Bivacco Bruno Ferrario, inconfondibile struttura metallica a forma di “modulo lunare” (o ottagonale). Il panorama è grandioso: a Nord troneggia il Grignone (Grigna Settentrionale), vicinissimo e imponente, a Ovest troviamo il Lago di Como con il Moregallo, i Corni di Canzo, il Monte San Primo, Bellagio e tutto l’arco alpino fino al Monte Rosa. A Est lo sguardo spazia verso le Orobie e la Valsassina, mentre a Sud, oltre il Resegone e il Monte Barro, si apre la Pianura Padana.
Nelle giornate più terse, all’orizzonte è anche possibile distinguere la sagoma piramidale del Monviso e la catena degli Appennini.
La discesa
La discesa avviene rigorosamente per la stessa via di salita (sentiero n. 7). Il primo tratto, quello del canalino sotto la vetta, è il più delicato: va affrontato faccia a monte, aiutandosi con le catene e prestando la massima attenzione a non scivolare. Una volta riguadagnata la cresta ampia, la discesa diventa più agevole ma faticosa per le gambe, data la pendenza costante e i sassi che rendono i sentieri sdrucciolevoli e instabili fino al rientro nel bosco del Rifugio Porta.
Informazioni utili
- Attrezzatura Invernale: Ramponi classici (ramponcini solo fino al canalone) e piccozza. L’ARTVA/Pala/Sonda è raccomandato a seconda delle condizioni nivologiche.
- Acqua e Ristoro: Rifugio Carlo Porta alla partenza. In vetta il Bivacco Ferrario è solo un locale di emergenza non gestito (portare cibo e bevande calde). Nessuna fonte lungo il percorso.
- Esposizione: Sud. Il sole batte forte anche in inverno; attenzione all’ammorbidimento della neve nelle ore centrali della giornata.
Traccia GPX
Max elevation: 2172 m
Min elevation: 1282 m
Total time: 04:49:35
Galleria fotografica
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