Pizzo Baciamorti

Anello Pizzo Baciamorti, Aralalta e Rifugio Gherardi da Capo Foppa

Il Pizzo Baciamorti (2.006 m) e il vicino Monte Aralalta (2.003 m) formano una lunga dorsale panoramica sopra la Val Taleggio, nel settore occidentale delle Orobie Bergamasche. In inverno, quando la neve ricopre la parte alta della montagna, questo itinerario regala un ambiente particolarmente suggestivo, con ampi pendii bianchi e panorami che spaziano dalle Grigne alle principali cime delle Orobie.

Il giro parte da Capo Foppa, sopra Pizzino, e raggiunge inizialmente il Passo Baciamorti attraversando il bosco. Da qui si sale lungo la dorsale innevata fino alla vetta del Pizzo Baciamorti, per poi proseguire in cresta verso il Monte Aralalta. Il rientro avviene sul versante opposto, scendendo verso Baita Cabretondo e la Bocchetta di Regadur, per raggiungere successivamente il Rifugio Gherardi e tornare infine a Capo Foppa.

La parte più spettacolare dell’escursione è sicuramente quella compresa tra il Passo Baciamorti e l’Aralalta, dove si cammina quasi sempre in ambiente aperto e con il panorama completamente libero. Con la neve, però, condizioni del manto, ghiaccio, accumuli da vento e stabilità dei pendii possono modificare sensibilmente difficoltà e sicurezza del percorso: prima di partire è quindi fondamentale valutare attentamente la situazione.

Dettagli escursione

Zona: Orobie Bergamasche

Difficoltà: Escursionisti (E)

Durata: 5-6 h circa A/R

Distanza: 13 km circa

Dislivello: 700 m circa

Quota partenza: 1.290 m

Quota arrivo: 2.006 m

Arrivo al parcheggio

Raggiunta la Val Taleggio (salendo da San Giovanni Bianco o dalla Val Brembilla), si arriva al paese di Pizzino. Per poter transitare e raggiungere il punto di partenza, bisogna acquistare un ticket giornaliero (2€) presso una colonnina ben visibile, situata in prossimità di una curva. Si seguono quindi le indicazioni per il Rifugio Gherardi / Capo Foppa, salendo per la strada (asfaltata ma stretta) fino al suo termine, dove si trova un ampio parcheggio sterrato in località Capo Foppa.

Salita al Pizzo Baciamorti

Da Capo Foppa si imbocca il Sentiero 153, entrando quasi subito nel bosco. La salita comincia in maniera piuttosto graduale e attraversa una bella faggeta, seguendo il versante sopra la Valle Asinina. In inverno il sentiero può essere già parzialmente o completamente ricoperto dalla neve, soprattutto man mano che si guadagna quota.

Il percorso alterna tratti quasi pianeggianti a brevi salite fino a raggiungere la Baita Baciamorti (1.453 m). Da qui il bosco comincia progressivamente ad aprirsi e, continuando verso est, si arriva al Passo Baciamorti (1.541 m).

È proprio dal passo che l’escursione cambia completamente aspetto. Gli alberi rimangono alle spalle e davanti compare la lunga dorsale innevata che conduce direttamente verso la cima. Si continua quindi lungo il crinale, iniziando la parte più panoramica della salita.

La progressione avviene quasi interamente in ambiente aperto, con il panorama che si allarga rapidamente sulle montagne circostanti. Alle spalle il passo diventa sempre più piccolo, mentre iniziano a distinguersi il Monte Venturosa e il Monte Cancervo e, più lontano, alcune delle principali cime delle Orobie occidentali e del Lecchese.

La dorsale è lunga e abbastanza regolare, ma con la neve l’impegno può cambiare molto in base alle condizioni. Neve morbida e profonda rende la progressione più faticosa, mentre con fondo duro o ghiacciato diventano fondamentali stabilità e aderenza.

La cima rimane visibile per buona parte della salita e può sembrare più vicina di quanto sia realmente. La pendenza aumenta soprattutto nell’ultimo tratto, dove si affronta lo strappo più deciso dell’intero percorso.

Superato quest’ultimo pendio si raggiunge finalmente il Pizzo Baciamorti (2.006 m), riconoscibile dalla caratteristica Madonnina posta sulla sommità.

La vetta e la cresta verso il Monte Aralalta

Raggiunta la cima del Pizzo Baciamorti (2.006 m), il panorama si apre in tutte le direzioni e ripaga ampiamente della salita lungo la dorsale.

Verso nord si riconosce il Pizzo dei Tre Signori, mentre spostando lo sguardo verso ovest compaiono lo Zuccone dei Campelli, il Monte Sodadura, il Grignone, la Grignetta e il Resegone. Sul versante opposto si apre invece il panorama verso le Orobie Bergamasche, con il Pizzo Arera, il Monte Menna e, più lontano, la Presolana.

Con la neve, la cima e la dorsale assumono un aspetto ancora più spettacolare: i pendii bianchi mettono in risalto il profilo delle montagne circostanti e rendono molto più netto il contrasto con i boschi e le vallate sottostanti.

Dalla Madonnina del Baciamorti si prosegue quindi lungo la cresta in direzione del vicino Monte Aralalta (2.003 m). Le due cime sono separate soltanto da poche centinaia di metri e il collegamento avviene lungo un ampio crinale, probabilmente il tratto più panoramico dell’intero itinerario.

La progressione è meno faticosa rispetto alla salita precedente e permette di camminare con il panorama completamente aperto su entrambi i lati. In presenza di neve è comunque importante prestare attenzione agli eventuali accumuli provocati dal vento e mantenersi lontani dal margine della cresta se sono presenti cornici.

In breve si raggiunge il Monte Aralalta, seconda cima della giornata. Da qui comincia la discesa verso la Bocchetta di Valbona e successivamente verso la zona di Baita Cabretondo, lasciandosi progressivamente alle spalle la lunga dorsale percorsa tra le due vette.

Traversata verso il Rifugio Gherardi

Dal Monte Aralalta inizia la discesa sul versante opposto rispetto a quello percorso in salita. Si perde quota lungo il pendio innevato raggiungendo prima la Bocchetta di Valbona e poi la zona di Baita Cabretondo, con il Monte Sodadura che diventa uno dei riferimenti più evidenti davanti agli occhi.

La discesa prosegue quindi verso la Bocchetta di Regadur (1.853 m), attraversando un ambiente ancora molto aperto e panoramico. Voltandosi indietro è possibile osservare gran parte della lunga dorsale appena percorsa, dal Pizzo Baciamorti fino all’Aralalta, mentre davanti il paesaggio comincia progressivamente ad addolcirsi.

Dalla Bocchetta di Regadur si prende la direzione del Rifugio Gherardi, attraversando alcuni pendii e canali che in presenza di neve richiedono particolare attenzione. In questo settore è fondamentale valutare bene le condizioni del manto, perché possono essere presenti accumuli o zone soggette a scaricamenti.

Superata la parte più delicata, il percorso raggiunge i Piani d’Alben, dove le pendenze diminuiscono e la progressione diventa più tranquilla. Il panorama rimane aperto verso il Resegone, la Grignetta e il Grignone, prima di raggiungere infine il Rifugio Angelo Gherardi (1.647 m).

Ritorno a Capo Foppa

Raggiunto il Rifugio Gherardi (1.647 m), la parte più impegnativa dell’escursione è ormai alle spalle. Da qui il rientro verso Capo Foppa è molto più semplice e segue il Sentiero 120 in discesa.

Il percorso attraversa inizialmente i pendii aperti dell’Alpe Alben, perdendo quota con pendenza regolare e lasciandosi progressivamente alle spalle l’ambiente più severo della parte alta. Con la neve il paesaggio rimane particolarmente suggestivo, ma il terreno diventa via via meno impegnativo.

Più in basso il sentiero rientra nel bosco e continua a scendere con una serie di tratti semplici e ben leggibili. Dopo la lunga traversata tra Baciamorti, Aralalta e Regadur, questa parte finale permette di chiudere il giro in maniera decisamente più tranquilla.

Continuando a seguire le indicazioni per Capo Foppa si raggiunge infine nuovamente il parcheggio, completando così il giro ad anello.

Informazioni utili

  • Ticket: Acquistare il ticket giornaliero a Pizzino (2€) per salire in auto a Capo Foppa.

  • Acqua: Fontana disponibile solo al Rifugio Gherardi; nessuna fonte lungo la salita e in cresta.

  • Vento/Sole: Percorso quasi interamente su creste e pascoli aperti, molto esposto.

Traccia GPX

Total distance: 13291 m
Max elevation: 2012 m
Min elevation: 1284 m
Total time: 06:11:21
Download file: Pizzo-Baciamorti.gpx

Galleria fotografica

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